YouTube sta rivoluzionando la creazione di video con l’AI nei suoi Shorts. Aggiungi oggetti, reimagina scene e velocizza la tua creatività con strumenti intuitivi e potenti
Un gatto che attraversa la stanza, una pioggia di coriandoli dal nulla, un tramonto che cambia tonalità come se qualcuno avesse girato un dimmer invisibile: l’effetto è familiare e un po’ magico. YouTube apre la porta a questo tipo di gesti creativi rapidi, portando l’AI dentro i suoi Short.

Scorri il feed, ti fermi su un video di dieci secondi, immagini un dettaglio in più. Non serve un software complicato, né ore di timeline. Bastano poche parole. È qui che sta il punto: l’idea che conti più del tool, l’intuizione prima della tecnica. Da settimane si parla di nuovi strumenti su YouTube Shorts. Voci, screenshot, discussioni: il solito tam tam. Ma stavolta la pista è solida. Le funzioni sono in test, e segnano un cambio di passo.
Cosa cambia per chi crea Short
YouTube sta provando due strumenti AI pensati per velocizzare la creatività. Il primo si chiama Add object. Fa una cosa semplice e utile: aggiunge un elemento che dura fino a otto secondi dentro una scena già girata. Scrivi “metti un gatto che attraversa il soggiorno” o “fai cadere coriandoli al secondo 3”. L’algoritmo genera l’oggetto e lo integra nel video. Niente maschere complesse, niente keyframe: solo un prompt chiaro e pochi tocchi.
Il secondo, Reimagine, spinge più in là la trasformazione. Prende un pezzo di Short e lo riscrive secondo le tue indicazioni testuali. Vuoi uno stile “fumetto anni ’90”? Una notte artificiale su una scena diurna? Un ambiente diverso, con luci fredde e atmosfera urbana? Lo chiedi e l’AI reinterpreta quel frammento. È una porta d’ingresso per chi non sa fare editing ma ha in testa un’immagine precisa. Un booster per chi sa già montare e vuole un’idea in più, veloce.
La parte interessante non è solo tecnica. È emotiva. Se hai mai girato un video che “quasi” funzionava, conosci quel quasi che ti resta in gola. Qui puoi colmare il vuoto con un dettaglio, una texture, un tono nuovo. Non è bacchetta magica, ma una scorciatoia onesta quando serve ritmo.
Diritti, limiti e cosa aspettarsi
Arriva la domanda inevitabile: e i diritti dei creator? YouTube ha previsto due paletti. Gli Short generati a partire da video originali rimandano sempre alla fonte. Chi non vuole che i propri contenuti siano riusati può disattivare l’opzione remix nelle impostazioni. È una protezione minima, ma chiara.
Capitolo disponibilità: siamo in test limitato, per pochi utenti, al momento in inglese. Non c’è una data di rilascio globale. La qualità finale, i tempi di generazione e l’impatto sulla resa audio-video non sono ancora verificabili. Chi spera in miracoli istantanei farebbe bene ad abbassare le aspettative; chi cerca strumenti rapidi per iterare idee troverà pane per i suoi denti.
Un dato è certo: YouTube sta investendo forte in intelligenza artificiale applicata ai video brevi. Non è solo un trend. È il tentativo di mettere la potenza del “che succede se…?” a portata di smartphone. E cambia il nostro modo di guardare: inizi a vedere ogni ripresa come una bozza, ogni scena come una stanza che puoi arredare dopo.
Alla fine, resta una scelta personale. Vogliamo Short più progettati e “pitturati”, o preferiamo l’energia cruda dell’imprevisto? Forse la risposta sta nel mezzo: usare l’AI come un evidenziatore, non come il testo intero. La prossima volta che registri tre secondi di quotidiano, prova a chiederti: cosa potrei aggiungere che dica di me, senza coprire ciò che c’era già?