Partite Iva, scadenze in arrivo per i forfettari: c’è da fare attenzione a un dettaglio

Quest’anno i forfettari hanno fatto esperienza di alcune importanti novità a proposito della gestione delle partite IVA.

I forfettari hanno dovuto imparare a gestire diversamente la fatturazione e a considerare nuovi adempimenti e scadenze. A partire del primo gennaio, infatti, i contribuenti con partita IVA a regime forfettario hanno conosciuto l’obbligo della fatturazione elettronica. Terminato il “regime transitorio” per la fattura cartacea dei forfettari, per tutti i possessori di partita IVA è scattato il dovere di emettere tramite software specifici le fatture in formato elettronico.

Come individuare la base imponibile per il modello PF forfettari
Partite IVA: adempimenti e scadenze per i forfettari – computer-idea.it

L’altra novità ha riguardato il concordato preventivo, uno strumento dedicato alle imprese e ai lavoratori autonomi di minore dimensione. Chi aderisce o ha aderito al concordato, dal 2024, ha capito di dover essere sottoposto a specifici adempimenti. E indipendentemente dall’adesione al concordato, i forfettari sono ora soggetti agli obblighi informativi del Quadro RS del modello redditi PF.

Intanto si avvicinano sempre di più le scadenze dei contributi previdenziali per i contribuenti forfettari e si presenta il problema di determinare gli importi dovuti per il saldo e gli acconti. Per questo, tutti i forfettari devono far attenzione a capire in fretta in che modo si determinano i contributi da versare per le partite IVA.

Partite IVA: attenzione ai contributi per i forfettari

Di base, chi aderisce al regime forfettario deve indicare nel modello Redditi Persone Fisiche i contributi previdenziali da versare a saldo per l’anno precedente e l’acconto per l’anno in corso. La determinazione dell’ammontare va indicata nel Quadro RR per artigiani e commercianti e per gli iscritti alla Gestione Separata.

Scadenze dichiarazione partite iva a regime forfettario
Dichiarazione dei redditi per il regime forfettario – computer-idea.it

Si può sfruttare la determinazione della base imponibile forfettaria. Come? Basta applicare al totale dei compensi percepiti un coefficiente di redditività relativo al settore di attività. Tale base imponibile determina anche i contributi previdenziali da applicare. Quindi la prima cosa da fare è isolare la base imponibile in base ai quattro quadri.

Con RF si indica il reddito impresa in contabilità ordinaria. Poi c’è il quadro RG, per il reddito impresa in contabilità semplificata. C’è l’RH, per i redditi di partecipazione in società di persone e assimilate. E infine c’è l’LM, per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità in regime forfetario.

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La base imponibile contributiva è uguale alla somma dei dati visibili nelle colonne 5 dei righi da LM22 a LM30 del modello. Ovviamente, al netto delle perdite pregresse relative ai medesimi redditi del rigo LM37. Attenzione: quest’anno il totale dei contributi che vanno versati sui redditi prodotti nell’annata precedente è dovuto per la quota eccedente i 18.415 euro.

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Novità per le P. IVA: le tasse di quest’anno – Computer-idea.it

Come anticipato, per determinare la base imponibile serve anche il totale dei compensi percepiti come reddito di lavoro autonomo professionale dichiarato ai fini IRPEF. I quadri da tenere in considerazione sono l’RE, l’RH e l’LM. E qui la base imponibile per il calcolo dei contributi si determina dalla differenza tra gli importi dei righi LM34 (reddito lordo) e LM37 (perdite pregresse).

Le scadenze sono le stesse che valgono per le imposte sui redditi. Quindi saldo e primo acconto devono essere versati entro il 30 giugno 2024, anche se c’è la possibilità di posticipare al 31 luglio con maggiorazione dello 0.40% e seconda rata entro il 30 novembre.

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