Google, scontro totale con Microsoft: la contesa continuerà in tribunale

Google denuncia Microsoft e fa partire un vero e proprio scontro tra due colossi mondiali: si potrebbe arrivare presto in tribunale.

Google ha deciso di dare vita ad uno scontro totale con Microsoft che potrebbe cambiare alcuni equilibri di questo settore. La denuncia è partita dall’azienda di Mountain View e pare si voglia andare fino in fondo con l’obiettivo di cambiare alcune dinamiche di mercato attualmente in essere.

Google scontro Microsoft
Fortissimo scontro tra Google e Microsoft – (Computer-Idea.it)

Quando due colossi si scontrano la notizia fa presto il giro del mondo, catturando l’attenzione di tantissime persone al mondo. A maggior ragione se la disputa si va ad inserire in un contesto di crescente attenzione sugli attori dominanti nell’industria del cloud computing, con particolare interesse verso le azioni di Microsoft e Amazon.

In questo scenario l’azienda di Mountain View ha sollecitato l’azione dell’autorità antitrust britannica contro il gigante Microsoft. Alla base un motivo ben preciso in grado di cambiare le dinamiche del mercato presente e futuro.

Google denuncia Microsoft: il motivo è la concorrenza sleale

Tra grandi aziende la competizione è sempre molto alta a seguito dei tanti servizi presenti e attualmente in sviluppo. La concorrenza è nell’ordine naturale delle cose ma pare secondo Google non essere del tutto regolare. Big G per questo motivo ha contattato l’antitrust britannica sostenendo che le pratiche commerciali di Microsoft abbiano posto i concorrenti in una posizione di svantaggio.

Google denuncia Microsoft per concorrenza sleale
L’azienda di Mountain View sollecita l’antitrust britannica – (Computer-Idea.it)

La Competition and Markts Authority (CMA) ha avviato un’indagine nell’industria britannica del cloud computing nel 2022 che, su segnalazione dell’autorità dei media Ofcom, aveva messo in evidenza il predominio di Microsoft e Amazon.

Secondo i dati di Ofcom, lo scorso anno AWS di Amazon e Azure di Microsoft avevano raggiunto una quota combinata del 70/80% del mercato del Regno Unito dei servizi di infrastruttura cloud pubblica. Un risultato che aveva lasciato a Google una percentuale dal 5% al 10% del settore di riferimento.

All’accusa, Microsoft ha risposto che i risultati raggiunti siano derivati dalla collaborazione con numerosi fornitori indipendenti di cloud, così da affrontare le problematiche e offrire le possibili opportunità. Tuttavia, le modifiche messe in atto sulle regole di licenza dell’azienda nel 2022 non hanno soddisfatto i competitor. Inoltre, a far discutere è anche la modifica dei termini relativi all’uso delle licenze dei software Microsoft nel cloud.

Dato che ha generato un aumento dei costi per i clienti che scelgono il servizio di Google o di Amazon. L’azienda californiana ha quindi presentato sei raccomandazioni alla CMA per discutere su questa situazione, tra cui l’obbligo di Microsoft di migliorare l’interoperabilità dei servizi e il divieto di ritardare gli aggiornamenti di sicurezza per chi sceglie di cambiare fornitore.

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