Arriva nuova modalità incognito che davvero non spia quello che fai: ecco come funziona

Con queste nuove tecnologie all’orizzonte, la privacy online potrebbe presto raggiungere un livello mai visto prima.

La modalità incognito è stata per lunghi anni legata a un concetto di privacy che è invece svanito in poche ore a causa del recenti vicende che hanno visto protagonista proprio Google. Una recente causa ha rivelato che, nonostante le promesse di privacy e anonimato, la grande società tech americana continuava a tracciare e a raccogliere diversi tipi di dati sugli utenti, anche quando navigavano in incognito.

la modalità incognito di google non garantisce davvero l'anonimato
Una vera modalità incognito potrebbe presto arrivare – computer-idea.it

Una rivelazione che ha fortemente compromesso l’affidabilità di Google e che ha spinto molti utenti a esplorare soluzioni alternative. Alcuni, tra i più esperti, si sono spinti oltre e hanno anche raggiunto una rivoluzionaria scoperta nel campo della crittografia, che è subito stata definita la “vera modalità incognito”. Secondo quanto dichiarato dal team di specialisti, questa nuova trovata garantisce privacy totale quando si effettuano ricerche sul web.

Navigare sul web senza lasciare traccia sarà presto davvero possibile

Questa innovazione, che ha anche ricevuto il premio per il miglior articolo al Symposium on Theory of Computing nel 2023, promette di rivoluzionare il modo in cui interagiamo con i grandi database online. La ricerca privata su Internet si basa su un principio noto come “recupero di informazioni private” (PIR). Questo processo consente agli utenti di estrarre informazioni da un database pubblico senza rivelare quale parte di esso hanno accesso. È come chiedere un libro in biblioteca senza che il bibliotecario sappia quale libro stai prendendo.

presto arriverà una vera modalità incognito
Alcuni sviluppatori hanno trovato il modo per rendere davvero anonime le ricerche degli utenti – computer-idea.it

Questa tecnica, sviluppata e raffinata dagli anni ’90, ha però affrontato un ostacolo significativo negli ultimi anni: si è dimostrata inefficiente quando applicata su larga scala. Tradizionalmente, per mantenere la privacy di una ricerca, era necessario scansionare l’intero database, un processo troppo lento e impraticabile con le enormi quantità di dati disponibili online al giorno d’oggi.

Gli autori del nuovo studio hanno invece sviluppato un metodo per “pre-elaborare” il database, trasformandolo in una struttura speciale che permette di rispondere alle query leggendo solo una piccola parte di esso. Questo approccio riduce significativamente il tempo e lo sforzo necessari per eseguire una ricerca privata, rendendola praticabile anche su database di grandi dimensioni, come quelli usati dai motori di ricerca su Internet.

È importante notare che questa tecnologia è ancora nelle sue fasi iniziali. Tuttavia, è già chiaro che il suo potenziale per un impatto significativo sulla privacy online è enorme. Per esempio, potrebbe permettere ricerche su Internet completamente anonime, dove le query dell’utente e i risultati che riceve rimangono completamente privati.

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