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Stai troppo al PC? Potresti avere la sindrome dell’occhio secco

L’era digitale ha portato con sé innumerevoli benefici, migliorando la nostra vita quotidiana in molti modi.

Tuttavia, l’aumento dell’utilizzo di dispositivi digitali ha anche introdotto nuovi problemi di salute, uno dei quali è la sindrome dell’occhio secco. Questa condizione, sempre più comune tra gli utenti di computer, tablet e smartphone, merita un’analisi approfondita per comprendere le sue cause e trovare soluzioni efficaci.

Se ti accorgi che qualcosa non va, forse è colpa dell’occhio stanco – computer-idea.it

La sindrome dell’occhio secco si verifica quando gli occhi non sono adeguatamente lubrificati a causa di una produzione insufficiente di lacrime o a causa della loro evaporazione troppo rapida. Quando si trascorre molto tempo davanti a uno schermo, si tende a sbattere le palpebre meno frequentemente. Normalmente, l’ammiccamento delle palpebre ha il compito cruciale di spalmare il liquido lacrimale sulla cornea e sulla superficie anteriore dell’occhio per mantenerli idratati. Se questo processo viene interrotto o rallentato significativamente – come accade durante l’utilizzo prolungato di dispositivi digitali – la superficie oculare non riceve sufficiente umidità.

La riduzione della frequenza del battito palpebrale davanti agli schermi porta a un aumento dell’evaporazione del film lacrimale che ricopre l’occhio. Questo fenomeno accelera la sensazione di secchezza oculare poiché il liquido presente sulla superficie degli occhi evapora più velocemente rispetto alla norma. Inoltre, la composizione delle lacrime stesse gioca un ruolo fondamentale nella salute degli occhi: esse sono costituite da acqua, lipidi e proteine. Se l’acqua evapora troppo rapidamente senza essere adeguatamente rimpiazzata, residui lipidici e proteici possono accumularsi sulla cornea causando disagio visivo.

Problemi derivanti dall’accumulo dei residui sullo strato lacrimale

Questo accumulo non solo provoca una sensazione spiacevole nell’occhio – come prurito o bruciore – ma può anche peggiorare significativamente la qualità della visione creando una specie di patina che rende la vista meno chiara. Di fronte al computer o ad altri dispositivi con schermi luminosi questi problemi tendono ad accentuarsi data l’elevata velocità d’evaporazione delle componenti acquose delle lacrime.

Non sottovalutare i rischi dell’esposizione prolungata agli schermi – computer-idea.it

Fortunatamente esistono diverse strategie per affrontare questa problematica legata all’esposizione prolungata agli schermi digitali. L’utilizzo delle lacrime artificiali rappresenta una soluzione immediata per reintegrare il film lacrimale sull’occhio asciutto; queste preparazioni specializzate aiutano a mantenere gli occhi idratati più a lungo grazie alla loro formulazione mirata che può includere componenti specifiche in base alle necessità individuali.

Per ottimizzare ulteriormente il trattamento è possibile ricorrere ai test lacrimali che determinano quale componente del film lacrimale sia carente (acquosa, lipidica o proteica) permettendo così un intervento mirato attraverso sostituti specificatamente formulati per integrare ciò che manca nel modo più efficace possibile. A seconda della natura del problema individuato tramite i test – carenza lipidica, scarsità nelle mucine or deficit dello strato acquoso – esistono diverse opzioni terapeutiche: dalle preparazioni arricchite con acido ialuronico volte a ripristinare lo strato acquoso fino ai prodotti specificatamente progettati per reintegrare i lipidi mancanti nel film prelacrimale.

L’avanzamento tecnologico ci ha indubbiamente fornito strumentazioni indispensabili sia nella vita professionale che personali; tuttavia è importante essere consapevoli degli effetti collaterali associati al loro uso prolungato ed imparare come gestirli efficacemente per preservare al meglio la nostra salute visiva nell’era digitale.

Erica Scala

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