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Se usi Google in questo modo distruggi l’ambiente: il segreto che non ti dice nessuno

È importante che gli utenti siano consapevoli di questi impatti per promuovere un uso più sostenibile delle tecnologie digitali.

La maggior parte delle persone non è consapevole degli impatti ambientali che le attività online hanno. Sebbene quello che facciamo tramite un PC possa sembrare limitato a quello schermo, dietro ci sono in realtà infrastrutture gigantesche che ci consentono di navigare, guardare film in streaming e cercare soluzioni ai nostri problemi tramite l’IA. Ogni clic, ogni ricerca e ogni video visualizzato richiedono una notevole quantità di risorse.

Le attività online, come le ricerche con Google, hanno un impatto ambientale significativo – computer-idea.itIn particolare, l’utilizzo di intelligenza artificiale per rispondere alle ricerche online, come nel caso delle recenti innovazioni di Google, ha un costo ambientale significativo. Nonostante le apparenze, le risorse energetiche necessarie per alimentare queste tecnologie sono enormi. Le infrastrutture che supportano queste attività, come i data center, consumano quantità immense di energia e acqua, contribuendo al cambiamento climatico.

Recentemente, poi, è emersa una realtà riguardo alle modalità di utilizzo di Google che getta nuova luce su questa preoccupante situazione. La maggior parte delle persone, infatti, ha accolto con favore una novità introdotta dall’azienda sulla sua piattaforma, senza sapere che utilizzarla significa consumare molte più risorse rispetto a quanto si faceva in precedenza.

L’impatto ambientale delle ricerche con Google

Al centro del dibattito ci sono le recente novità introdotte da Google in materia di intelligenza artificiale. Secondo diversi rapporti, infatti, le ricerche IA di Google consumano dieci volte più energia rispetto a una normale ricerca su Google.

Se usi l’IA distruggi la Terra – Computer-idea.it

Ogni volta che si pone una domanda e Google usa l’IA per rispondere, si consumano circa tre watt-ora di elettricità, secondo Alex de Vries, fondatore di Digiconomist, una società di ricerca che esplora le conseguenze indesiderate delle tendenze digitali. Questo è dieci volte il consumo energetico di una ricerca tradizionale su Google e grosso modo equivalente alla quantità di energia utilizzata durante un’ora di conversazione su un telefono di casa.

De Vries calcola che aggiungere risposte generate dall’IA a tutte le ricerche su Google potrebbe facilmente consumare tanta elettricità quanto l’intero paese dell’Irlanda. Questo aumento del consumo energetico non è trascurabile, considerando il contesto globale di crisi climatica e la necessità di ridurre le emissioni di carbonio.

Le infrastrutture che supportano queste tecnologie, come i data center, richiedono grandi quantità di energia non solo per funzionare, ma anche per mantenersi freschi. Queste strutture consumano anche quantità sostanziali di acqua per raffreddare i loro server e sono spesso situate in luoghi dove il terreno è economico, come i deserti. Solo pochi operatori riportano il loro utilizzo di acqua, anche se un quinto dei server preleva acqua da bacini idrici “da moderatamente a altamente stressati”.

Paolo Pontremolesi

Mi chiamo Paolo Pontremolesi e sono un traduttore con un'innata passione per il mondo dell'informazione e del digitale. Da sempre mi informo su quello che accade intorno a me attraverso il web e amo condividere le mie conoscenze con gli altri, cercando di spiegare chiaramente anche i concetti e i fatti più complessi. La tecnologia, l'innovazione e l'attualità sono il mio pane quotidiano, con un occhio di riguardo per il mondo dell'intrattenimento, dalla musica al cinema, fino alla televisione.

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