Ci sono voluti 2 mesi, ma alla fine il risultato è stato stupefacente: videogamer di appena 18 anni ha ottenuto un record incredibile.
Oggi il mondo dei videogame è una galassia ampia e variegata. Ci sono giochi che servono per passare il tempo, altri che mettono a dura prova le capacità logiche con puzzle da risolvere, altri ancora che puntano a regalare una narrazione ricca e coinvolgente, poi ci sono quelli che puntano sull’estetica, quelli che invece spingono sul lasciare totale libertà di gioco e di creazione ed infine quelli che puntano tutto sulla difficoltà.
Insomma ce n’è per tutti i gusti e quale sia il migliore è dibattito sempiterno tra gli appassionati di questo straordinario medium in continua evoluzione. I giocatori di vecchia data sono rimasti ancorati al concetto di “challenge” tipico dei primi videogame della storia. Inizialmente, infatti, il videogiochi erano semplicemente una sfida da portare a termine, motivo per cui ad inizio anni ’90 Nintendo ha dato vita alle prime competizioni internazionali.
Questa origine competitiva del videogame oggi si è evoluta negli e-Sport, una branca del videogame talmente competitiva da avere dei regolamenti, delle squadre e dei professionisti. Il lato competitivo sopravvive anche nei cosiddetti hardcore gamer, ovvero quegli appassionati che vanno alla ricerca della difficoltà più alta per poter dimostrare di essere in grado di superare anche gli ostacoli più ardui.
Lo spirito competitivo è sopravvissuto anche in quelli che puntano a settare nuovi record all’interno dei videogame. Solitamente si tratta degli speedrunner, ovvero di giocatori che lavorano mesi se non addirittura anni per finire un singolo videogame nel minor tempo possibile. Note sono sicuramente le speedrun di SuperMario Bros. ma ogni gioco di successo possiede un proprio record di completamento.
Come detto però i videogame oggi sono di varia natura e si possono ottenere record che non riguardano esclusivamente il raggiungimento dell’obiettivo nel minor tempo possibile. Ci sono dei giochi, i sandbox, che consistono nell’offrire ai gamer un mondo aperto interamente plasmabile. In questi titoli non si combatte e basta, ma c’è anche una componente gestionale e una progettuale.
Il più noto della categoria è sicuramente Minecraft, titolo che ormai è uscito più di un decennio fa ma che continua ad avere milioni di giocatori. Proprio all’interno dell’universo creato da Mojang, un gamer di appena 18 anni ha appena portato a termine un’impresa galattica.
Il ragazzo, il cui nome è Christian Slayton, ha passato gli ultimi due mesi della sua vita a studiare l’universo, i pianeti, le nebulose e le costellazioni per poterle ricreare in scala all’interno della propria partita di Minecraft. C’è ovviamente il nostro sistema solare, ma anche galassie lontane, e persino i pilastri della creazione della nebulosa Aquila. Il risultato è impressionante, vedere per credere!
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