Potresti correre il rischio di venire bannato da WhatsApp per una nuova proposta di legge che riguarda il suo uso in Europa.
All’interno dell’Unione Europea gli utenti attivi di WhatsApp sono diversi milioni, tra cui si trovano sia privati che imprese grazie al piano Business. L’importanza che la piattaforma riveste per le comunicazioni e ormai anche per l’economia è innegabile, ma ci sono delle novità che potrebbero portare problemi agli utenti europei. In particolare una proposta di legge allo studio da due anni.
La Commissione Europea preme infatti per passare al vaglio le chat e i media condivisi attraverso l’app di messaggistica alla ricerca di una tipologia di contenuti molto specifica indicata come CSAM. Senza riportare l’espressione inglese per intero, possiamo dire si tratta di materiale per adulti su bambini e minorenni e caratterizzato da un taglio violento.
Dato che è possibile che contenuti del genere vengano scambiati attraverso le piattaforma di messaggistica l’UE vorrebbe portare avanti un piano di scansione delle chat. Da un lato si tratta di un’iniziativa che potrebbe portare a identificare criminali che finora sono passati inosservati, dall’altro emerge una grossa controversia a livello dell’algoritmo usato.
Proprio in seguito alla proposta da parte della Commissione Europea un gruppo di 270 esperti di privacy policy ha sottoscritto una lettera resa pubblica il primo maggio. Tra le firme compaiono i nomi di importanti ricercatori della Microsoft e dell’Intel, oltre ad alcuni professori della Johns Hopkins University. E tutti hanno la stessa paura, ossia i falsi positivi del sistema di rilevamento.
Su miliardi di messaggi da controllare è facile che un sistema automatico commetta qualche errore finendo con il bannare anche chi non inviato nulla di compromettente. Il risultato sarebbe eliminare dalla piattaforma milioni di utenti innocenti che non avrebbero modo di opporsi dato che il sistema andrebbe in automatico. Già una percentuale di errore dello 0,1% sarebbe grave.
Non bisogna neanche trascurare le ripercussioni che questa nuova legge avrebbe a livello della privacy. La crittografia end-to-end dovrebbe assicurare agli utenti la protezione dei propri dati sensibili incluso il contenuto delle loro comunicazioni.
Ai fini del rilevamento di materiale incriminante però WhatsApp dovrebbe acquisire informazioni dalle chat. La proposta UE andrebbe a violare lo stesso principio su cui si basa il sistema end-to-end. Per ora una soluzione tecnica per risolvere questo paradosso non è ancora arrivata, e i dubbi rimangono.
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