Dopo averlo anticipato sugli smartphone, Google è pronto a sfidare nuovamente Apple: una mossa che davvero non ci si aspettava
In fuga da Apple. Potrebbe essere questo il taglio della notizia dopo l’ultimo report sul confronto tra i due colossi del mondo tech. Certo, i numeri non dicono mai tutto, ma tanto sicuramente sì. Evidenziano un trend per certi versi sorprendente, che lascia senza parole e con tanti dubbi. Imran Chaudhri e Bethany Bongiorno sono ex dipendenti di Apple che hanno deciso di andar via dall’azienda multinazionale statunitense a cui probabilmente tale realtà stava molto stretta.
I due hanno dato vita ad un dispositivo talmente rivoluzionario che potrebbe cambiare le carte in tavola nel 2024. Questo, infatti, sembrerebbe promettere l’AI Pin. Si tratta di un gadget indossabile senza schermo, che si attacca ai vesti e integra l’intelligenza artificiale di ChatGPT. Il dispositivo consentirà di rispondere con la voce, leggere le email e fornire indicazioni sui percorsi per raggiungere un luogo specifico. L’unica interfaccia che l’AI Pin emette è una schermata informativa proiettata tramite un laser monocromatico, magari sul palmo della mano. Il lancio è molto atteso e sicuramente ci si chiede come risponderà il mercato nel 2024.
Il colosso di Mountain View ha più di un anno di vantaggio su Apple per quanto riguarda l’introduzione dell’ormai famigerata AI sui telefoni: è già uscito con i suoi Pixel 8 e 8 Pro. Apple, invece, forse, lo farà a settembre 2024 con gli iPhone 16. Questo, almeno, secondo quanto dicono le indiscrezioni. Secondo un report analitico di Switch on Business, la maggior parte dei lavoratori che lasciano Apple passa a Google.
Secondo i dati, quasi tre dipendenti su 10 (il 29%) che lascia Cupertino viene assunto presso Mountain View. Mentre il 15% va Amazon, in maniera minore Meta, Microsoft e Tesla. Così la domanda sorge spontanea: è Poaching Game (una specie di gioco di bracconaggio, ndr) da parte di Google, oppure a Cupertino si comincia a stare troppo stretti, vincolati e insoddisfatti? Il report non risponde a questa domanda ma il dubbio aumenta nel momento in cui arrivano i dati di Intel, ex partner di Apple, almeno fino allo scoppio della pandemia da Coronavirus.
In questo preciso momento l’azienda di Tim Cook ha completato il passaggio al silicio, aggiungendo i suoi chip più potenti della serie M al Mac Pro e di conseguenza tagliando il lungo legame con Intel. Ebbene, anche chi va via da Intel passa a Google, “solo” il 15% arriva da Microsoft. In ogni caso non si sa cosa ci sia dietro, i prossimi dati probabilmente saranno più specifici e chiariranno tutti i dubbi.
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