Nel peggiore dei casi potrebbe capitare a un utente di essere truffato. False comunicazioni riguardanti, per esempio ricerche effettuate, il malintenzionato di turno che approfitta della situazione e l’utente che fornisce ogni dato personale, anche bancario e si ritrova, di fatto con il conto corrente letteralmente svuotato. Che cosa fare quando ci si ritrova in questa situazione a dir poco spiacevole?
Secondo specifiche sentenze della Corte di Cassazione una banca può essere obbligata a risarcire il proprio cliente in caso di frode online nel caso in cui non siano stati attivati e gestiti alla perfezione i vari sistemi di sicurezza. L’utente, dal canto suo, ha il dovere, in quei casi, di attivare a sua volta le varie opzioni per non rischiare in questi specifici casi di trovarsi, per cosi dire, in difetto, nei confronti dello stesso istituto di fronte a una eventuale frode.
In ogni caso lo stesso cliente in caso di difficoltà riguardanti la soluzione della situazione può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (Abf). La possibilità di ottenere in questo modo una tutela semplice, veloce ed economica. Le decisioni di questo organo, però, non sono vincolanti, ma resteranno pubbliche per un certo periodo di tempo offrendo a chiunque la possibilità di venire a conoscenza di certe situazioni e persino di diffidare di un certo specifico istituto di credito.
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