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Computer del futuro: l’avvento degli atomi “parlanti”

Il futuro dei PC si avvia verso i cosiddetti computer quantistici, super potenti e super veloci. Sembrerebbe, infatti, che i nuovi dispositivi saranno in gradi di compiere una grandissima serie di operazioni in un tempo brevissimo. Tutto ciò sarà possibile grazie all’introduzione degli “atomi dialoganti”, ovvero delle particelle in grado di funzionare come delle piccole antenne, ma potentissime. In quanto a prestazione, si potranno raggiungere performance attualmente impensabili. E’ questo il nuovo Progetto UE per i computer del futuro, per un costo di sperimentazione pari a 4,5 milioni.

Computer del futuro: sviluppo affidato a Tommaso Calarco

Il programma di ricerca RYSQ ha l’obiettivo di creare e realizzare un linguaggio evoluto, grazie al quale sarà possibile far compiere ai Computer del futuro delle azioni fino ad ora ritenute impossibili dalla tecnologia.

Il progetto è stato presentato ad Ercolano da Tommaso Calarco, coordinatore dell’università tedesca di Ulm. Gli atomi di Rydberg, questo il nome delle particelle comunicanti, saranno alla base di nuovi simulatori quantistici. Per far comprendere gli obiettivi della ricerca, Calarco ha spiegato che le particelle presenti nei computer attuali possono essere considerate come dei bambini che stanno imparando a parlare. Di conseguenza, è possibile portare le suddette particelle ad un linguaggio più evoluto che in gergo viene detto linguaggio matematico.

 Francesca Ferlaino, direttore dell’Istituto di Ottica Quantistica all’università austriaca di Innsbruck, ha dichiarato che: “Gli atomi di Rydberg sperimentano uno stato nel quale i loro elettroni sono molto distanti dal nucleo. Questo li rende molto sensibili all’ambiente circostante e in grado di funzionare come antenne”.

Laboratori in tutto il mondo per realizzare il Progetto UE

La sperimentazione dei Computer del futuro è già partita. Sono già molti i laboratori nel mondo che stanno lavorando al progetto, compresi quelli italiani di Pisa e Firenze.

La sfida dei ricercatori è principalmente quella di indurre gli atomi a “parlare” una lingua imposta, ovvero a fare ciò che gli si chiede di fare. In sostanza, ci sarà un’evoluzione dello scambio di informazioni. Queste particelle dovranno fare in modo di capire, tra loro, quando una di esse cambia stato, e adeguarsi.

Per comprendere la grande portata del progetto, basti pensare che con l’attuale tecnologia, per costruire un PC simile, sarebbe necessario utilizzare una centrale nucleare da oltre un Giga Watt per alimentarlo.

La meccanica quantistica sta andando oltre i limiti imposti dalla fisica: le capacità di calcolo dei futuri PC saranno infinitamente maggiori rispetto a quelle attuali.

Redazione

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