Proteggere la password in un modo davvero sicuro? Si può fare, la domanda è quanto sei disposto a pagare per il dispositivo che la difende
La questione relativa ad avere delle password sicure che possano proteggere a loro volta ciò che c’è di più caro sugli strumenti e i device tecnologici, torna ciclicamente alla ribalta. In particolare quando veniamo a sapere dalle società che si occupano proprio di sicurezza informatica che ci sono delle vulnerabilità importanti nei software che utilizziamo tutti i giorni. E vengono, in queste situazioni, tante volte ricordati quelli che sono i principi di una buona password.
Una password che funziona deve essere sufficientemente lunga e abbastanza complessa non da risultare inespugnabile per sempre ma da scoraggiare almeno parte dei potenziali criminali informatici. Perché, esattamente come succede quando un ladro vuole aprire un’auto, ci sono auto più facili da scassinare e auto più difficili. Più è difficile aprire la chiusura centralizzata più di solito l’auto è costosa. Ma il nuovo sistema che è stato mostrato per mettere al sicuro le proprie password e i propri codici più che alle chiusure centralizzate di un auto di lusso assomiglia ai sistemi di sicurezza con cui si proteggono i codici nucleari.
Se l’idea di mettere davvero al sicuro ciò a cui tieni di più ti porta ad essere sempre guardingo online ricorda che ciò che i criminali informatici possono tentare va sempre un passo oltre ciò che tu pensi. Ed è quindi un bene preoccuparsi di mettere in campo tutti i sistemi possibili e immaginabili. Come abbiamo già accennato., bisogna innanzitutto pensare alla lunghezza e alla complessità delle password. Un codice composto da quattro cifre è molto più facile da indovinare di uno composto da otto, che a sua volta è comunque più facile da indovinare di uno composto da dodici cifre.
Occorre poi ricordare che queste cifre devono essere varie e comprendere lettere, numeri, simboli, maiuscole e minuscole in una successione non corrispondente a nessuna parola. Ma quanto può risultare poi complicato ricordare una password di questo tipo? Occorre scriverla su un foglietto? Una soluzione perfetta, ma di certo molto costosa potrebbe ispirarsi ad una tecnologia che è stata implementata per proteggere i diamanti. La società Opsydia, nata all’ombra dell’università di Oxford, infatti ha creato un sistema laser che incide all’interno delle pietre un codice identificativo.
La tecnologia ha talmente tanto fatto scalpore che il colosso dei diamanti De Beers ha già ordinato una serie di macchine laser per proteggere i suoi preziosi. Il motivo per cui il sistema immaginato da Opsydia è così importante e interessante è che ha lo scopo di identificare tutte quelle pietre preziose che sono state estratte in maniera etica e distinguerle dai famosi blood diamond. Con la stessa tecnologia, che sfrutta i laser che si utilizzano nello spazio, potrebbe essere possibile incidere all’interno delle pietre preziose qualunque cosa: quanto sei quindi disposto a pagare per avere la password di internet o quella della tua casella email veramente a prova di ladro?
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