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Sunday 18 July 2010

SAMSUNG NX-10 699

 Quasi reflex
Samsung entra nel segmento delle fotocamere a obiettivo intercambiabile ma senza specchio reflex con la NX-10, dotata di sensore APS-C.

Dopo Olympus e Panasonic, tocca a Samsung entrare sul mercato delle macchine “ibride” che rinunciano al complesso “specchio+ pentaprisma” tipico delle reflex, ma non all’obiettivo intercambiabile. La proposta Samsung si chiama NX-10, ed è stata progettata interamente dal produttore coreano, che finora si era appoggiato a Pentax per la realizzazione congiunta delle sue fotocamere reflex. La macchina è costruita intorno a un sensore in formato APS-C, ben più grande quindi di quello montato sulle macchine Micro QuattroTerzi della concorrenza. Nonostante questo, gli ingombri del corpo macchina sono simili, e comunque contenuti rispetto alle reflex tradizionali - in particolare per quanto riguarda lo spessore, inferiore ai 4 cm. La nota dolente riguarda, come prevedibile, gli obiettivi: l’attacco è nuovo, e va sotto il nome di “baionetta NX”; al momento sono disponibili solo tre lenti, marcate Samsung (un 18-55, un 50-200 e un 30mm ultrapiatto), e si vocifera del probabile arrivo di altri quattro obiettivi prodotti da Schneider.
La NX-10 ha un sensore CMOS da 14,6 Mpixel effettivi, dotato di dispositivo per la pulizia, ma non di stabilizzatore, che invece si trova nell’obiettivo. Il display posteriore da 3” è di tipo AMOLED, con risoluzione VGA (640x480) e garantisce un’eccellente resa del colore, anche se la visibilità in pieno sole non è un gran che. A prima vista la macchina sembra dotata di pentaprisma, ma, in realtà, sotto l’attacco per il flash esterno dedicato non c’è un mirino ottico, bensì un altro display elettronico VGA, dotato di regolazione diottrica, che si attiva in alternativa allo schermo LCD quando il fotografo porta la macchina all’occhio. I controlli sono riuniti quasi tutti sulla destra del corpo. Una ghiera multifunzione dà accesso alle modalità di esposizione, che comprendono oltre alle classiche modalità PASM, 12 “scene” (con le tre principali direttamente sulla ghiera), la ripresa video e la modalità “Smart”, grazie alla quale la macchina determina automaticamente quale tipo di immagine deve riprendere, e decide di conseguenza i parametri di esposizione.



Una reflex tradizionale e una fotocamera ibrida a confronto. L’assenza dello specchio e del pentaprisma permette di ridurre di molto lo spessore della macchina, ed elimina svariate e costose componenti ottiche e meccaniche


Per la selezione dei parametri, c’è un’apposita rotella appena dietro al pulsante di scatto. Nelle immediate vicinanze, a portata di pollice, il pulsante “Verde” (eredità di Pentax) che fa sì che la macchina regoli automaticamente svariati parametri anche nelle modalità manuali, e il pulsante per la selezione della cadenza (autoscatto, raffiche e vari tipi di bracketing). Sul retro - oltre al classico “joystick” che controlla la modalità di messa a fuoco, di esposizione, la sensibilità (100-3200 ISO) e il bilanciamento del bianco - troviamo un pulsante Fn che consente di personalizzare svariati parametri di ripresa (risoluzione, dettaglio, modo flash, spazio colore e via discorrendo) e un pulsante “Disp” grazie al quale si seleziona quante informazioni vengono mostrate sullo schermo. Altri pulsanti dedicati attivano la staratura e il blocco dell’esposizione, oltre che la riproduzione delle immagini e la loro cancellazione. Gli unici comandi presenti sulla sinistra sono il pulsante per l’accesso ai menu e quello per alzare manualmente il flash integrato, che ha numero guida 11; non dei più potenti, insomma, però versatile: ha il sistema “anti occhi rossi”, può essere programmato per scattare sulla seconda tendina, e il suo intervento può essere regolato in un intervallo di più o meno due diaframmi, utile per l’utilizzo come luce di riempimento. Sul frontale, infine, trovano posto solo il pulsante di sblocco della baionetta e un tasto per il controllo della profondità di campo. Le connessioni sono protette da uno sportellino sulla sinistra: qui sotto troviamo un connettore per alimentazione esterna, una presa HDMI, un minijack per telecomando a filo e una presa combinata USB/AudioVideo. Già, perché la NX-10 registra anche video ad alta risoluzione, più precisamente Half HD (1.280x720 a 30 fps, formato h.264 con audio AAC mono). Altri due sportelli proteggono l’alloggiamento per schede SD (sulla destra) e quello (sul fondo) per la piccola batteria al litio da 1.300 mAh.





La NX-10 è la prima macchina a usare la baionetta NX di Samsung, non compatibile con obiettivi preesistenti. Ecco come appare togliendo l’obiettivo. Notate l’estrema vicinanza del sensore alle lenti, dovuta all’assenza del meccanismo dello specchio mobile


Su strada

Se impostate la modalità “Smart”, vi sembrerà davvero di avere in mano una compatta di fascia alta. Dimensioni e peso (353 grammi il corpo macchina) sono poco maggiori di quelle di una “bridge” e la modalità di funzionamento in automatismo è di tutto relax: la NX-10 indovina il tipo di soggetto che ha davanti, trova i volti, mette a fuoco i soggetti in movimento (ma non è predittiva), tiene sotto controllo la gamma dinamica e via discorrendo. Se poi montate l’obiettivo fisso da 30 mm (familiarmente detto “pancake”, ovvero “frittella”, per il suo modesto spessore) la NX-10 può addirittura entrare nella tasca della giacca.
La velocità operativa è però da reflex, con raffica di 3 scatti al secondo e autofocus molto reattivo. Ma è soprattutto la qualità di ripresa ad essere nettamente superiore a quella delle compatte, grazie all’utilizzo del sensore in formato APS-C. Unico vero punto debole di questa macchina è una certa rumorosità in bassa luce, con perdita di dettaglio causata dall’intervento piuttosto deciso dei filtri software della fotocamera. Anche la qualità di ripresa dei filmati è sicuramente migliorabile. Interessante, se non si ha sotto mano un computer, la possibilità di realizzare numerose elaborazioni sullo scatto direttamente in macchina. Manca purtroppo la conversione diretta dal formato RAW al JPEG, che si deve eseguire per forza sul computer (tramite il software fornito in dotazione). In definitiva, la NX-10 va a combattere ad armi pari con le altre ibride che stanno arrivando sul mercato, garantendo una qualità dei risultati vicina a quella cui sono abituati i possessori di macchine reflex e una comodità operativa (in termini di maneggevolezza, leggerezza e facilità d’uso) simile a quella delle compatte. Non riusciamo però a spiegarci perché i produttori (non solo Samsung) di fotocamere di questo tipo non facciano arrivare al consumatore almeno una parte dei risparmi che riescono a conseguire eliminando parti delicate e costose. Allo stesso prezzo della NX-10 sono infatti disponibili reflex con ingombri solo marginalmente superiori, ma caratterizzate da migliore qualità d’immagine e da un corredo di obiettivi indiscutibilmente più ampio.

Renzo Zonin


UN’ALTERNATIVA...
PENTAX K-X 599
Appena più grande e più spessa, ma con eccellente resa qualitativa anche in bassa luce.
Voto 8,5 - Computer Idea N. 265

 
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