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Tuesday 02 February 2010

PANASONIC LUMIX DMC FX-60 299

 Evoluzione continua
La FX-60 è diretta discendente della FX-40, e si vede. Ma i progettisti l’hanno migliorata dove serviva.

Che le macchine della serie FX abbiamo un notevole “family feeling” è innegabile: spesso è difficile distinguere un modello da un altro se non si va a leggere la serigrafia. Anche la nuova FX-60 non fa eccezione, visto che all’esterno è pressoché identica al modello che l’ha preceduta, la FX-40. A dire il vero, anche le specifiche principali sono identiche. La FX-60 infatti monta un sensore da 12 Mpixel (4.000x3.000), con dimensioni 1/2.33 pollici, e uno zoom ottico (marcato Leica) con escursione 5X, equivalente a un obiettivo 25- 125mm. Non solo l’escursione è superiore alla media, dunque, ma si parte da un buon grandangolo, che si rivelerà insostituibile in particolare nelle foto di gruppo in interni. Il corpo macchina, come dicevamo, è il solito della linea FX: disponibile in quattro colori, è metallico, sottile e con le estremità arrotondate, tanto da rendere problematico (soprattutto per chi ha le mani grandi) trovare un punto di presa sicura per le dita. Mentre i comandi di accensione, scatto e zoom (concentrici) e la ghiera delle modalità di funzionamento sono sulla parte superiore della macchina, gli altri controlli sono raggruppati sul retro, a destra del display da 2,7” a colori TFT. Partendo dal basso, i pulsanti Display e Q.menu attivano le varie indicazioni sullo schermo (compreso i reticolo per la composizione secondo la “regola dei terzi”) e il menu di scelta rapida delle impostazioni di scatto.
Subito sopra, il classico “joystick” con tasto di conferma centrale permette di accedere alle principali funzioni accessorie (autoscatto, macro fino a 3 cm, flash, staratura dell’esposizione). Ancora più in alto, la levetta per commutare dal modo “ripresa” al modo “riproduzione”, che, a dire il vero, troviamo piuttosto scomoda.
Molto meglio il ritorno automatico al modo “ripresa” al tocco del pulsante di scatto.
Sul fondo della macchina, uno sportellino protegge il vano per la batteria al litio da 940 mAh e la scheda flash di tipo SD o SDHC (la FX-60 ha anche 40 Mb di memoria interna). Sempre sul fondo trova posto l’attacco per il treppiede, che però non è in asse con il sensore, rendendo più complicata l’esecuzione di serie di foto da usare per la costruzione di un panorama: peccato, visto che il software fornito comprende Panorama Maker di ArcSoft, insieme a MediaImpression.
Un altro sportellino, sul fianco sinistro, cela i connettori USB e AudioVideo con uscita “a componenti”. Quest’ultima è particolarmente utile, visto che la macchina è in grado di effettuare riprese in risoluzione Half HD (1.280x720, conosciuta anche come “HD ready”) a 30 fotogrammi al secondo, con audio mono.
La durata massima dei video è di poco meno di 8 minuti e mezzo. Le novità di questa macchina si scoprono non appena la si mette all’opera. Il tempo di avvio è nella norma, un paio di secondi per scattare la prima foto partendo con la macchina spenta; tuttavia, l’autofocus è nettamente più rapido di quello della FX-40. Panasonic parla di un raddoppio della velocità, e in effetti la macchina aggancia i soggetti e individua i visi senza tentennamenti anche in condizioni di luce critica. Tuttavia, le prestazioni non sono ancora a livello di quelle delle più recenti Canon Ixus. E a proposito di luce critica: il secondo grosso miglioramento introdotto nella FX-60 è il nuovo stabilizzatore ottico Power OIS, che agisce sulla lente per evitare il mosso. La nuova versione del circuito consente di arrivare a tempi di ben 1/5 di secondo senza grossi problemi di stabilità. Questo permette alla macchina di limitare l’uso del flash (che oltretutto non è molto potente) e soprattutto di non alzare troppo gli ISO quando lavora nella modalità Intelligent Auto. Se infatti la resa dell’immagine, in termini di dettaglio e qualità del colore, è ottima fino a 200 ISO e molto buona anche a 400, passando a 800 ISO si ha un forte aumento del rumore e un contemporaneo calo netto del dettaglio e della pulizia del colore.
Intendiamoci: con la FX-60, anche scattando a 1.600 ISO, si portano a casa foto ancora stampabili in 10x15. Solo non pretendete di ottenere capolavori da trasformare in poster da 800 ISO in su.

Renzo Zonin

UN’ALTERNATIVA...
CANON IXUS 200IS 362
La compatta “di stile” da battere

 
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