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Saturday 23 January 2010

CANON POWERSHOT SX120IS 253

 Compatta creativa
Una “superzoom”abbastanza piccola da stare nella tasca della giacca,con tanti automatismi ma in grado di scattare anche in manuale.

Canon ha aggiornato recentemente la sua linea di PowerShot con una nuova superzoom, la SX120is, che va a sostituire la 110. Rispetto a quest’ultima, i cambiamenti non sono molti. Evoluzione più che rivoluzione, potremmo dire. Cambiano i Megapixel che arrivano a 10, cambia il processore che ora è il recente Digic 4. Per il resto, la macchina è molto simile al modello precedente. Troviamo quindi uno zoom 10X, equivalente a un 36-360 mm, dotato di stabilizzatore ottico e un CCD da 1/2,3 pollici.
Sul retro della macchina campeggia a sinistra un display a colori da 3”, con risoluzione di 230.000 pixel, mentre alla sua destra sono alloggiati quasi tutti i comandi: in alto il pulsante che attiva la riproduzione, al centro il joystick a 4 vie che comanda le funzioni di macro, autoscatto, flash e ISO. Integrata nel joystick c’è anche la ghiera rotante che consente di selezionare vari parametri, a seconda della modalità d’uso, mentre appena sopra e sotto di esso sono piazzati quattro pulsanti che si occupano rispettivamente di azionare il riconoscimento dei visi, la staratura dell’esposizione, le informazioni sul display e il menu principale. Sul lato superiore della macchina invece sono posti il pulsante di accensione, quello di scatto (con comando dello zoom coassiale), e la ghiera dei modi di scatto.
Quest’ultima è piuttosto affollata: accanto alla classica posizione “auto”, che fa funzionare la macchina praticamente da sola, troviamo infatti le classiche posizioni P, T, A e M che attivano le modalità di esposizione programmata, a priorità dei tempi o dei diaframmi, e il modo totalmente manuale.
L’altra metà della ghiera riporta i programmi di esposizione più comuni (ritratto, paesaggio eccetera) e una posizione SCN (scene) che dà accesso a vari altri programmi di uso meno frequente. C’è anche una funzione di ripresa video, che però è limitata a un formato massimo di 640x480 a 30 fps in standard Motion Jpeg con container AVI e audio mono.




Direttamente sopra l’obiettivo infine è posizionato il piccolo flash ad azionamento manuale, con portata massima intorno ai 4 metri.
Sul fondo della macchina, uno sportello protegge lo slot per la scheda SDHC e il vano batterie, per due stilo. Usando normali batterie alcaline, l’autonomia è decisamente scarsa (nei nostri test, dopo 70 scatti già lampeggiava il segnale di batteria scarica) ed è praticamente indispensabile ricorrere a una coppia di ricaricabili al NiMH, che assicurano un’autonomia almeno tripla.
Le connessioni infine si trovano sul lato dell’impugnatura, e sono costituite da una presa USB/Video e una per un alimentatore esterno (non fornito). Nell’uso pratico, la prima cosa che colpisce è la... flemma con con la SX120 opera. A parte gli oltre 2 secondi per accendersi, la macchina richiede spesso quasi un secondo per mettere a fuoco, e ancofra mantiene un ulteriore ritardo allo scatto (messo in rilievo nello shooting a modelle in movimento). Ma sono soprattutto i due/tre secondi che intercorrono fra uno scatto e l’altro a limitare il fotografo, secondi che diventano anche 6 se è in funzione il flash. Evidentemente la maggiore capacità di calcolo del processore Digic 4 è stata sfruttata per le funzioni speciali (individuazione volti, focus tracking e così via) invece che per velocizzare la macchina.
Altri difetti emersi sono un certa distorsione ottica, tipica dei superzoom, e la presenza di aloni porpora nelle foto ad alto contrasto. In compenso, la qualità complessiva degli scatti è fra le migliori della categoria, con colori vivaci e buon contrasto, a patto di non salire troppo con gli ISO. L’operatività in automatico è ottima e chi vuole provare i controlli manuali lo potrà fare senza dover acquistare una - ben più costosa - macchina reflex.

Renzo Zonin

UN’ALTERNATIVA...
KODAK Z915 199
Quasi una gemella, ma i tempi di attesa fra gli scatti sono dimezzati.

 
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